lunedì 13 febbraio 2012

Contro il freddo artico, una musica catartica



Il freddo polare non si decide a mollare la presa, e mezza Italia continua ad essere sommersa da metri di neve.

Brutte notizie dalla Grecia, a rischio default, mentre Atene è messa a ferro e fuoco dai rivoltosi.

Anche la tragica morte a 48 anni di Whitney Houston, star americana della musica pop e donna di grande successo, distrutta dalla droga e dalla depressione, si aggiunge a questo quadro desolante.

Una buona notizia è l’inizio del pompaggio del carburante dal Costa Concordia; ma ci vorrà almeno un mese per svuotare i serbatoi (non si tratta di un’utilitaria...), sperando che tutto vada bene, come ci auguriamo.

Ci vuole perciò una musica che allenti la tensione di questi giorni da The day after tomorrow; una musica rasserenatrice, ma non troppo, per non essere banali di fronte a ciò che sta accadendo.

Tutti conoscono il Canone in Re maggiore di Johann Pachelbel (1653-1706), pochi probabilmente la sua Ciaccona in Fa minore.

La ciaccona è una danza rinascimentale, di andamento moderato, in tempo di 3/4. Come altri tipi di danze, divenne anch’essa una forma musicale dell’epoca barocca. Questa forma musicale si caratterizza per una serie di variazioni sopra una linea tematica esposta al basso.

In questo senso, anche il Canone di Pachelbel è in realtà una ciaccona; si tratta infatti di una serie di variazioni sopra un basso ostinato, in tempo di 4/4, però.

Propongo oggi la Ciaccona di Pachelbel; una musica che inizia con mesta dolcezza e diventa via via più intensa e movimentata, quasi a voler travolgere ogni angoscia e tristezza, per tornare infine all’andamento iniziale, dopo aver purificato l’animo dell’ascoltatore.

Una musica catartica, che riesce ad addolcire perfino questo gelo polare.

Esemplare l'esecuzione dell'Orchestra da Camera "Pro Arte" di Monaco di Baviera, diretta dal grande  Kurt Redel, al quale si deve proprio la riscoperta del Canone di Pachelbel.

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