lunedì 24 novembre 2008

Il secolo breve e i Carmina Burana di Orff




I Carmina Burana sono canti goliardici medievali del XIII secolo, che gli studenti universitari, in genere chierici (clerici vagantes) componevano per svago e divertimento, e per criticare le varie istituzioni, tra cui quella ecclesiastica, a cui appartenevano.
La lingua usata era in genere il latino scolastico e il ritmo dei versi è ormai quello moderno, con tanto di rime; del tutto differente era la poesia latina classica.

Questi canti (carmina) prendono il nome di “burana” dall’abbazia Bura S. Benedicti, in Germania, dove furono ritrovati in un manoscritto.

Il primo ‘carmen’ è intitolato O Fortuna, ed è il più celebre, da quando Carl Orff nel 1937 lo ha messo in musica e orchestrato.


O Fortuna velut luna statu variabilis,
semper crescis aut decrescis, vita detestabilis
nunc obdurat et tunc curat ludo mentis aciem;
egestatem, potestatem dissolvit ut glaciem.
Sors immanis et inanis, rota tu volubilis,
status malus, vana salus semper dissolubilis,
obumbrata et velata michi quoque niteris;
nunc per ludum dorsum nudum fero tui sceleris.
Sors salutis et virtutis michi nunc contraria,
est affectus et defectus semper in angaria.
Hac in hora sine mora cordis pulsum tangite;
quod per sortem sternit fortem, mecum omnes plangite!

O Fortuna, di stato variabile come la luna, sempre cresci o cali; la detestabile vita ora abbatte ora cura per gioco le brame della mente, dissolve come ghiaccio miseria e potenza. Sorte possente e vana, tu sei mutevole ruota, maligna natura, vana prosperità che sempre si dissolve, ombrosa e velata sovrasti anche me; ora al gioco del tuo capriccio io offro la schiena nuda. La sorte di salute e di successo ora mi è avversa, desiderio e privazione sempre mi tormentano. In quest'ora senza indugio sentite la pulsazione del cuore; poiché a caso ella abbatte il forte, con me tutti piangete!


Forse nessun’altra musica, come i Carmina Burana di Orff, con così pochi mezzi, riesce a esprimere con altrettanta efficacia le tragedie e i successi del XX secolo, “il secolo breve”, per usare una celebre espressione dello storico Eric Hobsbawm (1994).

Un secolo che è iniziato praticamente nel 1914, cioè con la prima guerra mondiale, ed è terminato nel 1989 o se vogliamo nel 1991, con la caduta del muro di Berlino e lo sfaldamento dell’Unione Sovietica.

“Il Secolo breve è stato un'epoca di guerre religiose, anche se le religioni più militanti e assetate di sangue sono state le ideologie laiche affermatesi nell'Ottocento, cioè il socialismo e il nazionalismo, i cui idoli erano astrazioni oppure uomini politici venerati come divinità” (E. Hobsbawm).

Dette da uno storico marxista, queste espressioni dovrebbero fare molto riflettere.

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